Franciacorta in villa 2017

Franciacorta in villa 2017

Dalle grandi e meravigliose distese di vigneti che caratterizzano le colline lombarde, a sud del Lago di Iseo in provincia di Brescia, nasce il famosissimo Franciacorta. Un nome che identifica il celebre vino, ma ancor prima un territorio la cui coltivazione della vite ha origini remote e che di essa ne ha fatto una cultura. È stato il primo vino in Italia esclusivamente dedicato al metodo classico per la presa di spuma, ovvero effettuando la rifermentazione in bottiglia. Viene ottenuto da uve chardonnay e/o pinot nero, a questo binomio può essere aggiunto anche il pinot bianco, ma in una percentuale non superiore al 50.  A chilometri di distanza dalla terra di origine, nella bellissima location di Villa G&J di Fondi (LT), da qualche anno viene realizzato un grande evento interamente dedicato al Franciacorta.

Franciacorta in Villa è una manifestazione enogastronomica (giunta alla 5° edizione) organizzata con gran successo dall’Associazione Decant.  Nelle due serate in cui l’evento è articolato, si possono degustare ottimi Franciacorta e le delizie dei migliori ristoratori Fondani.

Immersi nell’incantevole verde di Villa G&J, si viene attratti subito da una dolce atmosfera, allietata dalla musica del quartetto Jazz che ci ha accompagnati, durante tutta la serata, nel lungo percorso di gusto.

Di seguito vi illustrerò e descriverò i Franciacorta da me degustati e le pietanze assaporate, ma che ovviamente sono solo alcuni rispetto a quelli presentati.

In foto le  barchette con all’interno gli spiedini di pomodorino e mozzarella di bufala: morbida, saporita e piena di latte, sinonimi questi di genuinità e bontà. A proporli è stato il Caseificio Cammisa, un’azienda casearia che punta sulla qualità del prodotto. 

A seguire c’erano i fritti della Pizzeria Maruzzella: supplì, crocchetta di patate, calzone fritto, timballo di pasta, e la classica pizza fritta napoletana; saporiti e croccanti, una impanatura perfetta che trattiene meno olio, potendo gustare così un fritto asciutto.

Il primo Franciacorta degustato al mio arrivo è stato quello dell’Azienda agricolaLa Ferghettina situata ad Andro (BS), molto affermata nel mondo enologico degli spumanti realizzati secondo il metodo classico, i quali sono sempre caratterizzati da un grande equilibrio gustativo. In questa occasione ho scelto di assaggiare il loro prodotto base (come da foto): il Brut ottenuto per il 95% da uve chardonnay e per 5% da pinot nero. Nel bicchiere mostra un colore giallo paglierino, un perlage fine e persistente; al naso si percepiscono note agrumate, frutta a polpa bianca e il classico sentore di crosta di pane, mentre in bocca è fresco, deciso, con un finale lungo e persistente e una leggerissima nota di nocciola.

Proseguendo il percorso incontriamo, immancabilmente, i f.lli Gizzi e le ottime lumache dell’Azienda Agricola Gizzi che oramai conosciamo benissimo, ma che, per l’occasione, sono state presentate in una nuova variante: un appetitoso ragù di lumache servito su un cubo di polenta; sempre deliziose!

In foto il Satèn dell’Azienda La Valle, di proprietà della famiglia Pezzola, situata a Rodengo Saiano nel cuore della Franciacorta. Questo vino, prodotto per l’85% da uve Chardonnay e per il 15% da pinot bianco, ha la caratteristica di avere meno atmosfere, infatti la pressione della bottiglia deve essere inferiore a 5 bar, quindi è un vino molto elegante ed armonico.  Nel calice il colore è giallo paglierino con perlage fine e persistente; al naso è fine ed elegante con profumi di fiori bianchi e frutta bianca, poi al gusto ha una raffinata freschezza, una bollicina morbida e setosa e delicati aromi fruttati.

Nel cuore della Franciacorta, a Camignone, si trova la secolare residenza della famiglia Barboglio con le cantine cinquecentesche e le terre annesse, a testimonianza della lunga tradizione vitivinicola della Cantina Il Mosnel (termine dialettale di origine celtica che significa pietraia, cumulo di sassi sul quale sorge l’Azienda). Di questa ottima azienda ho assaggiato due vini. Il primo è il Satèn 2012 (nella foto di sopra) che si presenta di un colore giallo paglierino, dal perlage fine e persistente; al naso esprime belle e delicate note di pesca bianca, di tè verde e di piccola pasticceria, al palato è avvolgente, morbido e perfettamente bilanciato tra freschezza e sapidità. Chiude con un buon finale fruttato.

Non potevo non fermarmi ad assaggiare i salumi artigiali di Franco Petrillo, un piatto formato da 5 prelibatezze: crostino di pancetta di cinta senese, pancetta e lonzino di maiale stagionato 5/6 mesi, salame fondano dolce e semi piccante, salamino sale e pepe, polpettine di macinato di maiale e pasta di salciccia; grandi salumi che con il Franciacorta  creano l’abbinamento perfetto.

Il secondo vino dell’Azienda Mosnel che ho degustato è il Pas Dosè senza aggiunta di “liqueur d’expedition” o sciroppo di dosaggio che determina la quantità di zucchero presente nello spumante. I pas dosè o “non dosati” sono particolarmente pregiati, in quanto denotano la grande maestria della cantina e l’assoluta qualità delle uve utilizzate. Nel bicchiere è di un colore giallo paglierino, dal perlage fine e persistente; al naso si percepiscono note erbacee, floreali e delicatamente fruttate, mentre una traccia minerale, anche agrumata, apre a un assaggio fresco, netto, lungo e di grande armonia gustativa.

La foto di sopra mostra il Brut Emozione annata 2012 dell’Azienda Villa Franciacorta, situata a Monticelli Brusati, a pochi chilometri dal Lago d’Iseo, in un piccolo Borgo medievale, omonimo, risalente al XV secolo. Questo è l’unico Franciacorta della Cantina ad essere ottenuto dall’unione di tre vitigni: Chardonnay, Pinot nero e Pinot bianco. Il colore è giallo paglierino con una bella spuma e bollicine fini, fitte e persistenti.  Al naso sprigiona note floreali, di frutta fresca e crosta di pane; in bocca ritroviamo quasi tutti i sentori del naso, le bollicine per nulla aggressive esaltano l’elegante struttura, terminando con un retrogusto abbastanza persistente.

 

In foto l’ottima tiella con polpo verace il piatto più famoso di Gaeta, formata da due sottili strati di pasta, sovrapposti e chiusi lungo i bordi con la pressione delle dita, il ripieno di solito è di polpo e polipetti, ma si può farcire anche con le verdure. Ottima.

Si prosegue citando l’ultimo nato della cantina vinicola Berlucchi, il ’61 Nature annata 2010. Nel bicchiere si presenta con una bella spuma abbondante e cremosa; perlage fine e persistente e un colore giallo paglierino intenso. Al naso è complesso e la mineralità si amalgama con i sentori di pesca bianca, crosta di pane e agrumi; al palato è caratterizzato da una buona acidità, supportata da una buona struttura e ottima persistenza che lo rendono molto equilibrato.

A Provaglio d’Iseo, nel cuore della Franciacorta, si trova l’azienda vitivinicola della famiglia Bersi Serlini, che produce vini Franciacorta da tre generazioni; questo in foto è il loro Extra Brut, formato dal 70% di chardonnay e 30% di pinot nero. Nel bicchiere si presenta con un perlage fine e persistente, di un bel colore giallo dorato. Al naso sentori vegetali e floreali, di un frutto fresco, di mela, pera, melone, banana, cedro, pompelmo e nocciola tostata con leggere note di piccola pasticceria; in bocca è fresco, morbido, equilibrato, con un retrogusto di frutti maturi.

 

La degustazione è proseguita con il Brut Cru Perdu, il vino di punta dell’Azienda vinicola Castello Bonomi, situata a Coccaglio (BS), formato dal 70% di Chardonnay e 30% di Pinot nero. Ha un ottimo colore giallo paglierino brillante, con abbondante spuma e un perlage sottile e persistente. Al naso spicca subito il sentore di crosta di pane, di fiori bianchi come il biancospino e di frutta fresca, ananas e pesca bianca; in bocca è pieno, fresco, si confermano le note di lievito e di crosta di pane, con una buona acidità e un retrogusto di frutta ancora acerba.

Situata a Corte Franca, a pochi chilometri dal lago d’Iseo nasce la Cantina Bosio; durante la serata ho degustato il loro Satèn, un vino notevole, formato da uve 100% chardonnay, si presenta di un colore giallo paglierino, un perlage veramente fine e persistente. Al naso sprigiona note di vaniglia, fiori bianchi, agrumi e lievito, in bocca è fresco, minerale, morbido e complesso, con un finale vanigliato.

Tra un Franciacorta e l’altro dovevamo pur mangiare qualcos’altro! E allora ecco l’ottimo risotto di Magni Ricevimenti (Fondi, LT), nello specifico riso rosso integrale canadese con gamberetti di ponza e frutta tropicale, avocado e mango, il tutto condito con olio extravergine di oliva e succo di lime; buonissimo!

E ancora uno gnocchetto cacio e pepe (4 tipi di pepe), con battuto di gambero rosso, verdurine e lime del Ristorante Riso Amaro (Fondi, LT), buonissimi e mantecati alla perfezione dallo Chef e proprietario Maurizio de Filippis.

Uno dei pilastri portanti del Franciacorta è la Cantina Ca’ del Bosco e la foto mostra il suo vino di punta, il Cuvée Annamaria Clementi. Maurizio Zanella, proprietario della cantina lo dedicò a sua mamma fondatrice di Ca’ del Bosco. Ottenuto dall’assemblaggio e la selezione delle migliori uve di tre diversi vitigni, Chardonnay (55%), Pinot Bianco (25%), Pinot Nero (20%), viene prodotto solo nelle ottime annate. Il 2007 nel calice si presenta di un colore oro brillante con un perlage finissimo e persistente, al naso si percepisce una notevole complessità olfattiva, note di pesca gialla, di cedro, miele e bergamotto, con sensazioni di iodio e gesso e sentori di mandorla e noce; in bocca ha un’ottima eleganza raffinata con una giusta sapidità che esalta le note agrumate e minerali sul finale. Un grande capolavoro.

Il Franciacorta Saten dell’Azienda Agricola Mirabella viene prodotto con uve 100% Chardonnay. Ferrmenta in vasca di cemento e una parte, circa il 10 % del vino base, viene passato in barrique; l’ affinamento è superiore a 28 mesi e seguono 4 mesi di riposo dopo la sboccatura. Nel calice il colore è giallo paglierino con tantissime file di bollicine molto fini e persistenti. All’olfatto è persistente, raffinato ed elegante, con note di crosta di pane, banana, vaniglia, agrume e note floreali; al palato risulta morbido, complesso e la sua acidità lo rende un vino notevolmente fresco, donando una sensazione di estate.

Oltre ai tanti Franciacorta in degustazione, c’era un “infiltrato” proveniente dal Trentino, precisamente dal cuore del Parco Naturale Adamello Brenta: trattasi dell’ottima acqua Surgiva, marchio appartenente al Gruppo Lunelli. La Surgiva è un’acqua di classe utilizzata dai migliori ristoranti; mi è stata servita direttamente dal suo rappresentante, John Wine (Giovanni D’andrea), il quale mi ha spiegato che l’acqua Surgiva, grazie al suo bassissimo residuo fisso di 41 mg per litro, si classifica tra le acque minimamente mineralizzate e si distingue per la leggerezza e purezza; è stata scelta dall’AIS (Associazione Italiana Sommelier) in quanto affiancata ad una degustazione di vini non ne altera il loro sapore. Da sempre la scelta dell’azienda è di usare solamente bottiglie di vetro bianco per esaltarne e preservarne le caratteristiche organolettiche. 

Ho scelto di proseguire la degustazione con il Franciacorta Rosè prodotto dalla cantina Contadi Castaldi situata nel comune di Andro (BS), assemblato con il  65% di uve chardonnay e il 35%  di pinot nero. Nel bicchiere si presenta di un colore rosato tenue brillante, dalla spuma soffice e con un perlage fine e persistente. Al naso è fresco, con note floreali di tiglio e rosa, note agrumate, e fruttate di pesca bianca con qualche sfumatura di mela. In bocca è fresco ed elegante, piacevole e dai richiami fruttati, con una tenue sapidità che lo accompagna in un finale di ottima persistenza.

Dalla rinomata cantina franciacortina Bellavista, nasce questo Brut millesimato 2011 La Scala, ottenuto da un assemblaggio di uve pinot nero (28%) e chardonnay (72%). Il 30% dei vini che compongono questa Cuvèe fermenta in botti di rovere bianco per un periodo non inferiore a 7 mesi,  segue una maturazione sui lieviti di almeno 36 mesi e viene messo in commercio almeno 5 anni dopo la vendemmia. Nel calice si presenta di un colore giallo paglierino leggermente carico e brillante. Al naso è intenso, molto fine e complesso, con note floreali di biancospino, agrumato con sentore erbaceo di alloro; in bocca è secco, elegante con un buona sensazione di frutta candita e incenso, con un finale molto persistente. Una formidabile acidità ben bilanciata esalta il carattere e la personalità di questo vino.

Da una piccola ma promettente azienda denominata 1701 (Calino, BS), la prima in Franciacorta a praticare agricoltura biodinamica, nasce questo Brut assemblato per l’85% da chardonnay e per il 15% da pinot nero. Molte persone si mostrano titubanti quando degustano vini biodinamici a causa dei vari odori e sapori non riscontrabili nei vini classici, ma posso garantirvi che con questo Franciacorta è tutta un’altra storia! Nel bicchiere ha un bel colore giallo paglierino, un profumo che ricorda la piccola pasticceria, di agrumi e crosta di pane; in bocca ha una spiccata acidità, con note di mela fuji, dal finale piacevolmente minerale.  Ad essere sincero è stata la prima volta che l’ho degustato e devo dire che è stata una bella scoperta, anzi vorrei che tutti i vini biodinamici fossero così! Complimenti.

Cintus è un nome ricco di significati storici e territoriali, come “primo”, nella lingua dei Celti, antichi abitanti della Franciacorta; come il luogo protetto dove si racchiudevano l’orto e il frutteto di casa, ma soprattutto deriva dall’usanza di cingere le viti con piante di rose per individuare in modo naturale il rischio di un’infestazione parassitaria. Dunque il significato intrigante di questo Satèn mi ha spinto ad assaggiarlo. Viene prodotto con uve 100% Chardonnay e matura per almeno 30 mesi in bottiglia sui lieviti.  Nel calice ha un colore giallo tendente al dorato con un perlage più fine e morbido rispetto ad altri satèn, grazie ad una minor pressione nella bottiglia. Al naso spiccano note floreali, agrumate, di crosta di pane e lievito; in bocca si sente la mandorla e una leggera nocciola, il basso contenuto di zucchero nel liqueur d’expédition lo rende più morbido e armonico al gusto con una piacevole freschezza e sapidità.

L’ultimo Franciacorta degustato è stato il Brut dell’azienda agricola La Fiorita,situata a Ome provincia di Brescia, la quale attualmente coltiva 10 ettari di vigneto, con una capacità produttiva annua di 95.000 bottiglie suddivise in 7 tipologie di Franciacorta. Questo Brut, presentatomi dalla Sommelier Tiziana Miscio e dal rappresentante Emiliano Polizzi, viene ottenuto da un mix di chardonnay e pinot nero e matura 24 mesi sui lieviti.  Nel bicchiere presenta un perlage fine e persistente, un colore giallo paglierino tendente al verdolino. Al naso è intenso, con piacevoli note fruttate e floreali e leggeri sentori speziati di salvia, mentre il sentore del lievito in questo vino si percepisce molto poco, quasi per nulla; in bocca ha un gusto pieno ed elegante, molto gradevole con una spiccata acidità e lunga persistenza sul finale.

Una magnifica serata, riuscita alla perfezione, in compagnia di cibo, vino di qualità e bella gente, una location incantevole e ottima musica. 

Ringrazio i componenti dell’associazione Decant per il progetto, la continuità e la passione che ogni anno mettono nel creare questo straordinario evento enogastronomico dedicato al Franciacorta.

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