Calici sotto le stelle 2017

Calici sotto le stelle 2017

L’evento Calici sotto le stelle 2017, a cui ho partecipato, è stato organizzato dall’azienda agricola Casa Divina Provvidenza di Nettuno nella loro residenza di famiglia. Quando si parla di queste realtà credo sia d’obbligo, innanzitutto, dare qualche cenno storico:  l’azienda in questione nacque nel 1890 e dopo essere stata ceduta dallo Stato del Vaticano alla famiglia Cosmi, tornò agli antichi splendori puntando sulla riscoperta dei vitigni autoctoni. I Cosmi sono una famiglia di viticoltori da tre generazioni, legati alla valorizzazione di un meraviglioso frutto della terra, quale l’uva.

La cena si è svolta nel cortile aziendale di fronte ai filari dove, oltre al bellissimo panorama, si potevano osservare i pianeti con potenti telescopi messi a disposizione dai docenti della scuola di astronomia, L’Accademia delle Stelle di Roma, i quali sono riusciti ad appassionare tutti i commensali.

Durante la serata abbiamo degustato cinque vini prodotti dall’azienda, abbinati al menù proposto dallo chef e versati direttamente dalle sapienti mani dei ragazzi dell’AIS di Latina, coordinati dalla delegata Annamaria Iaccarino.

Abbiamo iniziato con un aperitivo, durante il quale sono stati serviti anche dei freschissimi crudi di pesce, gamberetti e ostriche, dell’azienda Agrimar di Anzio, da anni sinonimo di qualità per quanto riguarda il pesce fresco. In abbinamento lo spumante Mare di Vino annata 2016, un metodo classico prodotto con uve 100% cacchione con una maturazione di 12 mesi; colore giallo paglierino brillante con bollicine persistenti, al naso ha sentori floreali e fruttati e si percepisce molto la mineralità. Ha un buon equilibrio tra durezze e morbidezze; uno spumante che si lascia bere facilmente.

Con l’antipasto (sfoglie di guanciale di Amatrice su letto di zucchine dell’orto aziendale, scaglie di parmigiano e aceto balsamico) ci è stato servito il Cacchione bianco  D.O.P. Nettuno bianco, prodotto con uve 100% cacchione e affinato due mesi in bottiglia. Nel bicchiere si presenta con un colore giallo paglierino, al naso sentori floreali e di frutti maturi, in bocca è armonico, fresco, ben bilanciato, diciamo che si adatta ad ogni occasione.

A seguire due primi (gnocchetti alla romana serviti nel coccio con pomodorino pachino, pecorino e mozzarella e le mezze maniche del prete alla amatriciana) è stato servito il Neroniano Riserva 2016, prodotto con uve 100% cacchione. Un vino completamente diverso dagli altri vini dell’azienda, in quanto, dopo un leggero appassimento dell’uva sulla pianta, subisce una fermentazione in barrique di 2° passaggio, con un affinamento di 6 mesi in barrique e altri 3 mesi in bottiglia prima della commercializzazione. Nel bicchiere presenta un colore giallo paglierino carico limpido, al naso un’esplosione di profumi di fiori gialli di ginestra e di frutta, come l’albicocca, pesca e mango, nonché un ottimo sentore di agrume e di vaniglia sul finale. In bocca si ripresentano tutti i sentori del naso, la freschezza e la morbidezza si bilanciano alla perfezione, mi è piaciuto molto.

Per quanto riguarda i secondi piatti (fettina di porchetta di Ariccia con contorno di peperoni e melanzane grigliate e trionfo di formaggi di pecora serviti con marmellate e miele) è stato abbinato il Cesanese I.G.P. Lazio rosso, prodotto con uve 100% cesanese autoctono 2015. La vinificazione avviene con fermentazione sulle bucce per 30 giorni e successivamente viene affinato in bottiglia per 5 mesi. Nel bicchiere presenta un colore rosso porpora, al naso il profumo è intenso con sentori di frutti rossi, ciliegia e prugna; in bocca è morbido, ma  poco persistente. Non mi ha lasciato una grande sensazione, però c’è da sottolineare una cosa: non bisogna bere questo cesanese pensando al cesanese di Affile, del Piglio o di Olevano, poiché le vigne dell’azienda sono situate a Campoverde, per cui c’è diversità sia nel terreno che nel clima e nell’esposizione.

Infine con i dolci fatti in casa, esclusivamente cotti al forno a legna, ci è stato servito il Dositheo Passito I.G.P. Lazio, formato dall’80% di uve cacchione e il 20% di uve malvasia puntinata. I grappoli inizialmente vengono fatti appassire sulla pianta per 4-5 giorni, poi sui graticci per 10 giorni e subisce una vinificazione in bianco a temperatura controllata; infine il vino viene fatto affinare in bottiglia per altri 6 mesi circa.

Nel bicchiere si presenta con un colore giallo dorato intenso con riflessi ambrati. Al naso l’odore è intenso, con note di frutta matura a polpa gialla e in confettura, ananas, albicocca, arancia e frutta secca, miele e vaniglia; al palato è dolce ma non stucchevole e presenta una leggerissima nota sapida.

Dopo la lunga cena abbiamo visitato la cantina e la zona di produzione accompagnati dall’enologo che ci ha spiegato tutti i procedimenti; la serata poi è terminata con dei bellissimi fuochi d’artificio.

Di seguito troverete tutte le foto della serata.

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