Un rosso Italiano con l’accento “Francese”: Montiano Falesco 2003-2004

L’azienda vinicola Falesco è stata fondata nel lontano 1979 a Montefiascone in provincia di Viterbo dai fratelli Renzo e Riccardo Cotarella che, oltre ad essere il proprietario, è anche uno dei più conosciuti e stimati enologi d’Italia. Per loro fare vini di qualità è la priorità infatti, anche grazie all’aiuto di Dominga, Marta ed Enrica, figlie dei due fratelli, questa azienda porta avanti un discorso qualitativo da ben 38 anni.

Presso il locale Controcorrente situato a Latina, sotto consiglio del proprietario Emiliano Caggiari, ho degustato due bottiglie del vino più importante dell’azienda Falesco, prelevate direttamente dalla cantina storica del locale: parliamo del Montiano annata 2003 e 2004. Prodotto con sole uve merlot, gli acini vengono posti a fermentare in vasche inox a temperatura controllata, con una lunga macerazione sulle bucce al fine di ottenere un sontuoso ma equilibrato corredo polifenolico. Il vino ottenuto viene affinato per 12 mesi in Barriques Allier nuove prima dell’imbottigliamento.

Ho iniziato con l’annata 2004, che nel bicchiere si presenta con un colore rosso rubino molto intenso con riflessi granati. Al naso è intenso e complesso, con note di ciliegia, mora, fiori rossi, sottobosco, vaniglia, cuoio, tabacco, fungo, ma con il passare del tempo sprigiona anche una buona nota balsamica, eterea e speziata. In bocca ha un gusto pieno, con una buona intesa tra tannicità e sapidità, lasciando una sensazione veramente positiva.

Non sapevo bene cosa aspettarmi dal 2003 visto che l’annata è stata molto difficile e troppo calda, ma invece già al naso mi ha sorpreso, profumi più morbidi e delicati rispetto alla 2004, amarena, liquirizia, cacao, ciliegia fabri, prugna, vaniglia, che con il passare del tempo lascia spazio alla sensazione di cuoio, tabacco e pepe, sempre accompagnato da una nota balsamica molto lieve. In bocca è caldo e intenso ma molto morbido, presenta un tannino polveroso e delicato che viene bilanciato da una buona sapidità nel finale.

Mi sono piaciuti entrambi, ma l’annata 2004 mi ha entusiasmato di più: è un vino che si fa ricordare sicuramente e la persistenza aromatica rimane in bocca lasciandoti un gusto molto piacevole che ritorna prepotentemente anche dopo qualche minuto, invece la 2003 mi ha sorpreso perché fare un grande vino in un’annata così difficile non è da tutti.

Complimenti alla famiglia Cotarella.

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