Sparkle Day 2019: Le migliori bollicine Italiane.

Sparkle Day 2019: Le migliori bollicine Italiane.

Il 1 Dicembre 2018, presso l’Hotel Westin Exelcior di via Veneto a Roma, si è svolta un’importante manifestazione enologica, Sparkle Day 2019, che racchiude i migliori spumanti italiani premiati dalla guida Sparkle 2019, presentata nella prima parte della giornata con conseguente premiazione delle bottiglie più ambite; la seconda parte invece è stata dedicata alla degustazione degli spumanti che si è svolta nelle due eleganti sale dell’hotel. Erano presenti oltre 60 banchi di assaggio con 300 etichette. Di seguito troverete le foto e la descrizione degli spumanti che sono riuscito a degustare facendo un’accurata selezione.

  • Ho iniziato la degustazione con due spumanti della regione Lazio, prodotti dalla Cantina Vigne Del PatrimonioAla d’Oro nella versione 100% chardonnay e 100% pinot nero. Entrambi subiscono un lungo affinamento sui lieviti che rende l’assaggio molto piacevole; sono freschi, sapidi e con una bollicina mai invadente.

  • Cantina Castello di Gussago: brut  prodotto con il 70% di chardonnay e il 30% di pinot nero, affinato 40 mesi sui lieviti. Oltre ai classici profumi del franciacorta, il vino nel complesso è bilanciato con un finale lungo, molto piacevole da bere; potrebbe essere abbinato anche a piatti strutturati.

  • Cantina La Palazzola-Grilli: Ho assaggiato il Brut, prodotto con il metodo ancestrale da sole uve riesling, al naso la sensazione di idrocarburi non si percepisce molto, ma spiccano note di camomilla, di frutta come la mela, la pera non troppo matura e agrumi, è uno spumante piacevole ed equilibrato. Certamente non lo berrei come aperitivo, ma sempre abbinato a pietanze più o meno elaborate.

  • Cantina Calatroni era presente con il Pinot 64, un brut che matura 30 mesi sui lieviti e con il NorEma 90, un Rosé Pas Dosé Millesimato che affina per ben 90 mesi sui lieviti; entrambi prodotti con sole uve pinot nero. Due grandi pinot nero spumantizzati all’italiana, eleganti e cremosi in bocca, ma naturalmente l’affinamento di 90 mesi sul rosè si nota eccome, specialmente sulla finezza della bollicina.

  • Cantina Fausto ZazzaraMajgual brut rosè: un rosato prodotto dalla vinificazione di sole uve montepulciano d’Abruzzo, la bollicina risulta leggermente vivace ma alla fine si attenua ed ha una buona bevibilità.

  • Barone Pizzini Animante: prodotto con uve chardonnay per il 78%, pinot nero per il 18%, pinot bianco per il 4% da agricoltura totalmente biologica; ha una carbonica ben dosata, è cremoso con un finale gradevolmente sapido.

  • Soldati La Scolca, il Pas Dosè e il D’Antan, prodotti entrambi con uve 100% cortese ma con delle differenze molto pronunciate. Il Pas dosè infatti matura 24 mesi sui lieviti e quindi risulta con un sapore fresco e deciso, mentre il D’Antan matura  sui lieviti per circa dieci anni quindi è molto più complesso, con sentori che spaziano dai fiori gialli fino alla tostatuta, risulta fresco, sapido, quasi setoso, è fantastico!

  • Della Cantina Uberti ho degustato il Magnificentia brut saten millesimato; matura almeno 36 mesi sui lieviti ed ha tutte le caratteristiche per essere un grande saten. Il segno che lo contraddistingue, oltre ai classici profumi, è la sua sottile e delicatissima effervescenza, infatti le atmosfere di anidride carbonica alla fine della fermentazione in bottiglia risultano inferiori a 5 e quindi in bocca risulta meno aggressivo. Poi ho assaggiato il Quinque, un extra brut, dunque più secco, è una cuvée di 5 vendemmie ed ha un grande l’equilibrio, una buona sapidità, una leggera mineralità e termina con un lungo finale. A seguire, il Dequinque che è una nuova cuvée di ben 10 vendemmie, molto più complesso del precedente quinque, ma con un finale che onestamente non mi ha entusiasmato molto, ho sentito un retrogusto “troppo” ammandorlato, una sensazione “amara” che non mi ha gradito molto, ma proverò ad assaggiarlo di nuovo!

  • Cantina Letrari brut riserva trento doc: Matura 36 mesi sui lieviti, nasce dall’unione di due vitigni, il pinot nero e lo chardonnay. Presenta una bella bollicina morbida con sentori al naso che variano dalla panificazione alla frutta fresca a polpa bianca e agrumi; in bocca è  pieno, ha una bella rotondità e freschezza, chiude con un finale persistente e speziato

  • Castello Bonomi CruPerdu: una delle poche bollicine dove il pinot nero si esprime al meglio, in questo vino troviamo struttura, sapidità e freschezza, me nel complesso in bocca è molto elegante.

  • Cantine Ferrari: Perlè Zero 11: un vino molto bilanciato, fresco e persistente con una buona sapidità e un finale lungo, un vino profondo. A seguire il Giulio Ferrari, Riserva del Fondatore 2007 e il rosè 2006 e qui è tutta un’altra storia: questi due spumanti regalano sempre grandi emozioni, bollicine finissime e persistenti, note fruttate come di albicocca ma anche di frutta secca come la nocciola e la mandorla, di miele, vaniglia e cioccolato, invece nel rosè ho percepito il sentore agrumato che ricorda l’arancia rossa, floreale come la rosa, il mirto, ma anche una sensazione che ricorda la tostatura del caffè. In bocca sono entrambi elegantissimi e riempiono la bocca con un sapore unico ed hanno  una grande persistenza. 

  • Cantina Balter, Pas dosè riserva, uno spumante che ha molto da raccontare: è formato dall’80% di uve chardonnay e il 20% di uve pinot nero, molto fine, con note di fiori gialli, crema pasticcera e frutta matura che ricorda i canditi e la vaniglia. In bocca da la sensazione di pienezza, con una bella struttura e ben bilanciato tra morbidezze e durezze, di grande bevibilità.
  • Cantina Maso Martin, brut riserva 2013e il Madame Martis 2008. Il primo viene ottenuto da due tipi di uva, 70% di pinot nero e 30 % di chardonnay, affinato per 36 mesi sui lieviti, mentre il secondo da tre uvaggi, 70% pinot nero, 25% chardonnay, 5% pinot meunier, affinato per ben 72 mesi sui lieviti. In tutti e due troviamo bellissime bollicine fini e persistenti, ma è nell’olfattiva e nella gustativa che il 2008 vince facilmente, perché inizialmente sprigiona i profumi che ritroviamo anche nel 2013 come il sentore agrumato, di panificazione e tostato, ma nel 2008 si evolvono, grazie alla sua lunga maturazione, in sentori di frutta tropicale, papaya, mango, ananas, fiori gialli, pepe, miele e marmellata di pesche. In bocca è cremoso e avvolgente, sapido con un finale lunghissimo, rimane il sapore che torna sempre prepotentemente. Uno dei migliori trento doc che abbia mai bevuto!
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  • Cà del Bosco Annamaria Clementi: i vitigni utilizzati per questo spumante sono chardonnay, pinot bianco e pinot nero ed è prodotto solamente nelle migliori annate subendo un lungo affinamento che dura ben otto anni. Nel calice presenta una bella spuma con delle bollicine finissime, al naso lo trovo avvolgente, con note di agrumi, tostatura, lieviti, fiori bianchi spezie e frutta secca; cremoso, ricco, il finale risulta lungo e fruttato con la sensazione tostata che rimane anche dopo aver deglutito.       
  •  Ho concluso con due best seller riserva della cantina Gancia: prodotti con uve chardonnay e pinot nero, subiscono un diverso affinamento, di 60 mesi e 120 mesi, mi hanno veramente sorpreso, tutti e due di color giallo dorato brillante, una bollicina fantastica, al naso sentori di frutta tropicale e tostatatura, vaniglia e spezie, con aggiunta di sentori di miele nel 120 mesi. in bocca sono cremosi e avvolgenti, sapidi e persistenti.  Gancia ha fatto davvero un ottimo lavoro.
  • Direi che è stata davvero una bella esperienza da ripetere sicuramente il prossimo anno.

 

 

 

 

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