I rossi di Atina: vini tutti da scoprire.

I rossi di Atina: vini tutti da scoprire.

Presso il Park Hotel di Latina si è tenuto un interessante seminario di approfondimento riguardante i vini rossi di Atina, organizzato dall’AIS delegazione di Latina.

Atina è la città più famosa della Valle di Comino situata a nord est di Frosinone, dove scorre il fiume Melfa ed è circondata da una parte dai Monti Lepini e dall’altra dall’Appennino abruzzese. I terreni che troviamo in questa zona sono di origine calcarea; nella parte collinare non sono fertilissimi, ma lo sono molto in quella pianeggiante. Inoltre è una zona caratterizzata da buone precipitazioni annuali e con grandi escursioni termiche che apportano una maturazione lenta e maggior stress per la vite, ma in risposta ad esso si ha un accumulo di sostanze polifenoliche che incidono sul colore, sulla struttura e sugli aromi. 

Quindi, ricapitolando: terreno calcareo, escursione termica e giuste precipitazioni, sono tutti elementi favorevoli per la produzione di grandi vini. 

Prima di iniziare la degustazione, Annamaria Iaccarino, la delegata AIS di Latina, ha fatto gli onori di casa passando poi il microfono all’enologo Dott. Pierpaolo Pirone il quale ci ha guidato nella degustazione dei vini di tre aziende della Valle di Comino: Antica Tenuta Palombo, Cantina Cominium e Masseria Barone.

Il primo vino servito è stato il Merlot I tre confini di Antica Tenuta Palombo, annata 2015, gradazione alcolica 13°. Nel bicchiere presenta un colore rosso rubino tendente al porpora, è consistente; a primo impatto al naso si ha la sensazione di marmellata di lamponi o comunque ricorda un frutto maturo. Ha un olfatto molto altalenante tra sensazioni giovani e sensazioni che si stanno evolvendo; in bocca presenta un bel tannino morbido, c’è un ritorno del frutto maturo e si ha la sensazione balsamica nella retrolfattiva. Un vino fresco e piacevole.

Il secondo vino servito è sempre un merlot ma con l’aggiunta di un 30% di cabernet sauvignon, prodotto dalla cantina Masseria Barone e denominato Felina, annata 2015, gradazione alcolica 14°. In questo vino il colore è più deciso rispetto al primo; al naso non arriva più la marmellata di lamponi ma il sottobosco e si percepisce una nota più evoluta come di legno bagnato e tabacco. Al gusto ha un tannino più elegante e rispecchia molto le sensazioni del naso.

Il terzo vino servito è stato un Atina Doc rosso Colle Alto della cantina Cominium 2016 gradazione alcolica 13°,  è un blend di cabernet, syrah e merlot. Presenta un colore rosso rubino, ha un naso pungente, ci sono delle note che ricordano un frutto rosso ma più scuro, seguite da note speziate, il legno dolce e delicati sentori mentolati in bocca il gusto del vino rispetto ai due merlot bevuti precedentemente è più aggressivo, con tannini setosi e note le fruttate che ritornano prepotentemente. 

Il quarto vino servito è un Atina cabernet D.O.C. della cantina Antica tenuta Palombo annata 2014, gradazione alcolica 13,5°. Nel bicchiere presenta un colore rosso rubino tendente al granato, ha una buona consistenza, il naso è evoluto, si sente la mineralità. Sentori di legno, frutto rosso maturo, sottobosco e un frutto agrumato che si avvicina molto all’arancia, con una leggera sensazione eterea. In bocca l’ingresso è sempre elegante, il tannino è morbido, ha una bella freschezza ed è ammandorlato sul finale.

Il quinto vino versato è un Atina D.O.C. cabernet, denominato Satur, della cantina Cominium annata 2015, gradazione alcolica 14°. In esso, rispetto al precedente, il colore è un rosso rubino con lievi riflessi granati ma veramente impenetrabile, con una massa importante, lo definirei un vino molto intrigante, leggermente ridotto all’inizio, ma con il passare dei minuti emana sentori di ciliegia matura, sottobosco, vaniglia, legno e liquirizia. In bocca ha una grande morbidezza, anche il tannino non è invadente ed ha una giusta acidità e persistenza.

Il sesto vino servito è stato il Ricucc‘ Atina Cabernet D.O.C. di Masseria Barone, annata 2015 gradazione alcolica 13,5°. Presenta un colore rosso rubino con lievi riflessi porpora. Il naso ha una bella complessità: il primo naso ci porta alle sensazioni di frutta rossa matura, floreale come la viola, sentori di pomodoro secco, erbaceo come erba cotta al sole, quasi fieno, tabacco, cuoio, in bocca lo definirei abbastanza caldo, morbido e fresco, c’è una sensazione saporifera che si avvicina molto al sapore del sale, un vino interessante.

Il penultimo vino servito è stato il  Marcòn, una Riserva di cabernet sempre prodotto da Masseria Barone, annata 2012 gradazione alcolica 13,5°. Presenta una colorazione rosso rubino granato, è consistente e già al naso capiamo che siamo di fronte a qualcosa di diverso da tutti gli altri vini assaggiati finora. In questo caso l’evoluzione del vino fa da padrone: al naso abbiamo note di frutti rossi, confettura di frutta rossa, speziatura, liquirizia, vaniglia, tabacco, tutti i sentori del naso li ritroviamo anche all’assaggio, assieme a un tannino veramente elegante, ogni sorso ti da la voglia di berne ancora un altro, veramente un vino ben prodotto.

Infine abbiamo assaggiato un’anteprima di cabernet prodotta dalla cantina Antica tenuta Palombo, annata 2015 che uscirà in commercio nella primavera 2018. Il vino presenta il classico colore rosso rubino, è consistente ed ha un naso aggraziante con sentori fruttati come la prugna secca quasi disidratata, note di tabacco biondo, è molto invadente l’odore del legno dato dalle barrique nuove e una leggera nota balsamico nel finale. In bocca è leggermente sbilanciato, ma è normale visto che ancora non è del tutto pronto per essere commercializzato.

Non conoscevo questi vini e devo dire che le cantine della zona di Atina svolgono un ottimo lavoro, non di quantità ma di qualità. Senza togliere nulla agli altri produttori presenti durante la serata, mi è piaciuto molto il modus operandi dei due giovanissimi ragazzi della cantina Masseria Barone, in particolare mi ha colpito il fatto che nel 2014, annata, come noto, disastrosa a causa delle abbondanti piogge, decisero di non produrre vino. Una scelta molto coraggiosa e azzardata per l’economia di una piccola cantina, ma da questo ho capito che, seppur giovani, hanno intrapreso la strada giusta!

Complimenti ad Ais delegazione di Latina ed a tutte le aziende presenti per la piena riuscita del seminario.

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