19 Sfumature di Verdicchio.

Da un’idea di Annamaria Iaccarino, delegata Ais di Latina e  Paolo Grassini, delegato AIS di Jesi e Castelli, in collaborazione con l’Istituto Marchigiano di Tulela Vini, è stata realizzata una degustazione, presso Park Hotel di Latina, che ha visto interamente protagonista il Verdicchio dei Castelli di Jesi, alla quale ho avuto il grande piacere di partecipare.

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi, assieme a quello di Matelica, ha raggiunto un grande primato: dal 2013 è il miglior vino bianco più premiato d’Italia e nel 2016 ha ottenuto ben 61 massimi riconoscimenti secondo le dieci maggiori guide di riferimento.

In foto, rispettivamente da sinistra verso destra, i Sommelier di servizio: Mimmo Tenace, Antonio Iaccarino e Alessandro Troccoli. Dopo aver aperto le bottiglie e averle poste nel cestello del ghiaccio, erano pronti per servire il vino messo a disposizione della degustazione.

Prima di iniziare la degustazione, Annamaria Iaccarino, visibilmente emozionata, viene omaggiata da Paolo Grassini con la guida “Le Marche nel bicchiere”, una completa guida dell’enologia marchigiana dove i sommelier delle Marche raccontano i vini scelti dai produttori.  Iniziamo così la nostra lunga e interessante degustazione di ben 19 Verdicchi dei Castelli di Jesi.

Il primo Verdicchio degustato è stato lo Spumante Metodo Classico Brut DOC Darini 2012, prodotto dalla Cantina Colognola-Tenuta Musoneda; viene ottenuto dalle uve di verdicchio in purezza di un vigneto situato a Cingoli, in provincia di Macerata. La vinificazione segue il metodo classico e affina in bottiglia sui lieviti per 24 mesi. 

Nel bicchiere si presenta con una schiuma bianca delicata, il colore giallo paglierino brillante con un perlage fine e persistente; al naso sentori di crosta di pane, un leggerissimo agrume e fiori bianchi, in bocca è molto persistente. Un metodo classico che ho apprezzato molto e che definirei intrigante. Gradazione alcolica 12%. 

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Il secondo Verdicchio in degustazione è stato il Classico Superiore DOC annata 2014 dell’azienda agricola Marconi, situata tra le colline dei Castelli di Jesi, nel comune di San Marcello. Nel bicchiere si presenta di un colore giallo paglierino cristallino; al naso è un’esplosione di profumi, come di frutta matura, ginestra, un leggero odore di zenzero ed un sentore di lavanda. Ha una grande bocca: si sente tutto il suo grado alcolico e oltre a ritrovare tutti i sapori già citati, si aggiunge anche la menta e il cardamomo. Non ha una freschezza esagerata, ma è equilibrato e gioca sull’eleganza degli aromi. 

A mio parere è ancora troppo giovane, qualche altro anno di cantina può farlo solo migliorare, ma già abbastanza convincente. Grado alcolico 14%.

 

Il terzo Verdicchio, Cuprese 2013 Magnum, è un Classico Superiore DOC prodotto dalla cooperativa Colonnara nata a Cupramontana nel 1959 da 19 agricoltori; ad oggi l’azienda è notevolmente cresciuta e sono diventati 110 soci che producono vini di qualità. Nel bicchiere è cristallino, ha un bellissimo colore giallo paglierino tendente al dorato; al naso sentori di frutta matura, fiori gialli, ginestra ed un leggerissimo rosmarino, invece già al primo sorso la bocca si arricchisce di una sensazione di tè verde e un finale leggermente ammandorlato.

Nel complesso è un vino perfettamente bilanciato e si lascia bere facilmente. Grado alcolico 13,5%.

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Il quarto Verdicchio dei Castelli di Jesi in degustazione è stato La Posta 2012, un Classico Superiore dell’azienda vinicola Casaleta, situata a Serra de Conti (An), la quale da ben tre generazioni produce grandi vini. Nel bicchiere si presenta di una colore giallo paglierino, al naso i profumi variano dalla frutta fresca, pesca, albicocca, mela verde e agrume, ai fiori bianchi; in bocca, invece, si percepiscono subito gli aromi sapidi e molto minerali, rispecchiando le caratteristiche tipiche del verdicchio, è corposo e con una discreta acidità. Ciò che mi ha colpito di più di questo verdicchio è la sensazione, sia al naso che in bocca, di castagna lessa; un vino che mi ha incuriosito molto, sicuramente da degustare nuovamente. Grado alcolico 13,5%.

Il quinto vino degustato è stato il Suprino, un Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC 2011 prodotto dalla cantina Broccanera. Quest’ultima è una piccola e moderna azienda vinicola marchigiana situata ad Arcevia (An). Questo vino a differenza di altri verdicchi non ha il tappo di sughero, bensì a stelvin.  Nel bicchiere il colore è giallo paglierino verdolino; al naso è molto erbaceo, ha sentori di fiori bianchi ma predomina la menta e il finocchietto, in bocca è molto fresco, sapido, direi quasi salmastro, con un sapore di pesca a polpa bianca, lime e finocchietto che si ripropone decisamente. Un vino da abbinare maggiormente con aperitivi perché poco strutturato, ma che sa trasmettere anche belle emozioni! Gradazione alcolica 12,5%.

Il Verdicchio Classico DOC Le Vaglie annata 2010 è stato il sesto vino in degustazione. Esso è prodotto dalla cantina Santa Barbara di Stefano Antonucci, sita in Barbara (An) sulle colline che dividono i fiumi Misa e Nevola; raggiunge la sua massima espressione qualche anno dopo l’imbottigliamento, apprezzandone la sua evoluzione, come in questo caso. Si presenta con un colore giallo paglierino e dei lievi riflessi verdolini nonostante sia un 2010; al naso si percepisce subito la frutta matura a polpa gialla, una leggerissima nota speziata e agrumata, come di buccia d’arancio, in bocca ripropone i sentori del naso con l’aggiunta di una nota ammandorlata, è fresco, piacevole, sapido e con un finale molto lungo. Un vino già pluripremiato ma che darà ancora molte soddisfazioni all’azienda. Grado alcolico 13%.

Il settimo Verdicchio è stato il Classico DOC Consono 2009 prodotto dall’azienda agricola Accadia, situata a Serra San Quirico (AN) località Castellaro dove i vigneti si trovano tra i 350 e i 360 metri sul livello del mare. Il colore del vino è un giallo paglierino tenue con leggerissimi riflessi verdolini; al naso sentori di frutta a bacca bianca, di fiori, anice e una nota speziata, mentre in bocca è secco, fresco, abbastanza caldo, con retrogusto amaricante, tipico del Verdicchio. L’azienda esegue un grande lavoro in vigna con basse rese della vendemmia che permettono di raggiungere ottimi standard qualitativi. Grado alcolico 12%.

L’ottavo Verdicchio è stato il Classico Riserva Utopia 2009 dell’azienda Montecappone di Jesi (An). Nel bicchiere si presenta con un colore giallo paglierino brillante ancora giovanile. Al naso ha un leggero sentore di pietra focaia, erbe, timo, mandorle tostate, ginestra e tiglio; in bocca si aggiunge una sensazione di frutta tropicale, ananas e anice, è molto fresco, secco, con una buona nota alcolica che attenua l’acidità, è sapido, ma al contrario degli altri verdicchi precedentemente descritti, non ha quella nota amaricante. Un vino dal grande potenziale evolutivo. Gradazione alcolica 13,5%.

Il nono Verdicchio proposto è il Classico Superiore DOC San Michele annata 2007 prodotto dall’azienda agricola Vallerossa di proprietà della famiglia Bonci, situata nella zona di Cupramontana (An). Nel calice mostra un colore giallo dorato e un bouquet raffinato e intenso: sentori di fiore macerato, ginestra, tiglio, erbe aromatiche, anice, bergamotto, frutta macerata, pesca e buccia di pompelmo candita; in bocca ha una buona morbidezza e una notevole nota alcolica, spiccano le sensazioni di liquirizia, dattero e una nota balsamica che facilita la bevuta, è un vino elegante, con una piacevole sapidità. 

A mio parere è un vino che impegna molto la degustazione, ma che regala comunque una grande esperienza. Se fossi stato ad una degustazione coperta non avrei mai detto che nel bicchiere ci fosse un Verdicchio. Gradazione alcolica 14%.

 

Il decimo vino è il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Doc Casal Di Serra 2007 prodotto dall’azienda vinicola Umana Ronchi, sita in Osimo (An). Nel bicchiere ha un bel colore giallo dorato brillante dai tenui riflessi verdolini. Un grande naso complesso con sentori di ginestra, camomilla, albicocca matura, frutta fresca, ananas e pesca, agrumi, menta selvatica, salvia e mandorla; in bocca trasmette tutta la sua pienezza, è secco e fresco con una notevole acidità perfettamente bilanciata dalla morbidezza dell’alcool, il finale è persistente e sapido. 

Se dovessi scegliere tre aggettivi per descrivere questo vino, direi: fresco, elegante e profumato. Grado alcolico 13%. 

 

L’undicesimo vino è il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva DOC Podium 2006, prodotto dall’azienda vinicola Garofoli situata a Castelfidardo (An). Un bel colore giallo tendente al dorato con riflessi verdi; al naso è pulito, con profumi di genziana, ginestra, miele, mimosa, pesca e agrumi, accompagnate da una piccola nota minerale. In bocca è morbido ma ha anche un buon grado alcolico equilibrato da una freschezza ancora netta e da buona sapidità.  Un vino persistente che rimane molto in bocca, elegante e di buona fattura, forse quasi all’apice della sua maturazione. Gradazione alcolica 14%.

 

A questo punto del percorso tra i Verdicchi dei Castelli di Jesi, abbiamo abbandonato i vini che fermentao in acciaio, continuando la degustazione con i Verdicchi che effettuano passaggi in legno.  Dunque il dodicesimo vino della serata è stato il Verdicchio DOC Ammazzaconte 2014 dell’azienda vinicola Buscareto, situata a Ostra (An). Nasce da un’accurata selezione di uva verdicchio ed esprime tutta la capacità di invecchiamento di tale vitigno; una piccola parte del mosto fiore fermenta e affina in tonneaux di rovere francese per circa 6 mesi. I vigneti si trovano ad un’altezza di 450 m s.l.m. e grazie alle escursioni termiche che influiscono sulla qualità dell’acino, ci sono tutti i requisiti per ottenere un ottimo vino. Si presenta nel bicchiere di un colore giallo paglierino tendente al verdolino, al naso fiori gialli e sentori di pesca e albicocca; in bocca spicca la sua sapidità, ha un gusto pieno, ma con una buona freschezza.  Secondo il mio parere deve riposare ancora qualche anno in cantina per raggiungere l’apice della sua maturazione. Gradazione alcolica 13%.

 

Il tredicesimo è il Verdicchio Classico Superiore DOC 2013 prodotto dall’azienda agricola Simonetti, situata a Staffolo (An). Nel Bicchiere si presenta limpido, dal colore giallo paglierino carico con riflessi leggermente verdolini, al naso abbastanza intenso con sentori di nespola, una sensazione vegetale che ricorda molto la resina del pino, camomilla, il gelso e una percezione veramente insolita: di sabbia bagnata del mare. In bocca è caldo, dal sapore erbaceo, con note di pera, agrumi e minerali e, anche se la persistenza gustativa è poco durevole, nel complesso è un buon vino. Gradazione alcolica 14%.

 

Il Verdicchio Classico Superiore DOC Ori del Verdicchio 2013 dell’azienda vinicola Piersanti, sita a Cupramontana (An), è stato il quattordicesimo vino degustato. Nel bicchiere ha un colore giallo paglierino con riflessi leggermente verdolini; al naso è delicato, con sentori di frutta e fiori, note erbacee, incenso e creme brulèe, il gusto è intenso e deciso con un finale ammandorlato.  La particolarità che lascia in bocca questo vino è una nota “spiritosa” di burro fuso e sale, dunque è un verdicchio veramente singolare. Gradazione alcolica 13%

 

Il quindicesimo Verdicchio proposto è stato il Classico Riserva DOCG Salmariano 2013 dell’azienda agricola Marotti Campi, situata a Morro D’alba (An). Alla vista si presenta giallo paglierino dorato con riflessi verdolini; al naso sentori di ginestra, sambuco, note marine e minerali e un tocco di vaniglia, accompagnati da note fruttate di pesca e nespola. Al palato è ricco, molto strutturato, con un’ottima acidità ed un sapore veramente sapido, ha un finale decisamente persistente con un retrogusto leggermente amarognolo. Le caratteristiche di alcolicità e morbidezza rendono questo vino molto equilibrato.  E’ un vino particolare che suscita la sensazione di avere il mare in bocca. Gradazione alcolica 14%.

 

Il  sedicesimo Verdicchio della serata è stato il Classico Riserva DOCG Le Giuncare 2011 prodotto dalla Tenuta Pieralisi Monteschiavo, sita in Maiolati Spontini (An). Nel bicchiere è di un bel giallo paglierino, al naso si percepiscono sentori agrumati, floreali e una nota di acacia, un profumo intenso di frutta tropicale e una leggera sensazione di zafferano. In bocca è fresco, ha una buona struttura e una bella morbidezza, il finale è persistente e appena ammandolato. Se conservato bene in cantina è un vino che può emozionare. Gradazione alcolica 13%.

 

Il diciassettesimo Verdicchio dei Castelli Di Jesi è stato il Classico Riserva DOC Vigna Novali 2008 prodotto dalla cantina Moncaro Torrecortesi, situata a Montecarotto (An). Alla vista ha un colore giallo paglierino con riflessi dorati e verdolini, il movimento nel bicchiere è lento e compatto, indice dunque di consistenza. Al naso è intenso e persistente con sentori di frutta matura, miele, mandorla e fiori gialli; al palato è secco ma con una spiccata morbidezza. Il calore dell’alcool si sente molto però viene bilanciato dalla freschezza e si percepisce una leggera nota speziata conferita dal legno. Gradazione alcolica 14%.

 

Il diciottesimo e penultimo Verdicchio dei Castelli Di Jesi presentato nella degustazione è stato il Classico Riserva DOC San Sisto 2001 prodotto dall’azienda agricola Fazi Battaglia di Castelpiano (An). Nel bicchiere si presenta di un colore giallo paglierino intenso, con riflessi dorati; al naso, sentori fruttati di susina, pesca e nespola, si fondono con sentori vanigliati, burrosi e tostati. In bocca è deciso, il gusto è pieno, caldo e molto persistente, un vino che si lascia apprezzare. Una volta deglutito ritorna, prepotentemente, il sapore di vaniglia: un retrogusto piacevolissimo; ad ogni sorso regala sempre una nuova emozione, sembra che con il passare del tempo le sue caratteristiche non mutino minimamente. Gradazione alcolica  13,5%.

 

A chiudere la serata e la lunghissima degustazione non poteva che esserci un buon passito. Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Passito DOC Mancini 2010, prodotto dall’azienda agricola Mancini Benito, situata a Maiolati Spontini (An), è stata la ciliegina sulla torta. Viene ottenuto solo in annate favorevoli da uve di Verdicchio surmature selezionate lasciate ad appassire in vigna, interrompendo parzialmente l’alimentazione del grappolo e vendemmiate agli inizi di Novembre. Nel bicchiere si presenta di un giallo ambrato, al naso è veramente notevole: sentore di dattero, miele, mandorla, una nota ossidata di frutta disidratata; in bocca è salmastro, ricorda vagamente un marsala secco. Un ottimo passito da abbinare con dolcetti o meglio con formaggio di fossa. Gradazione alcolica 14,5%.

 

Ecco a voi la foto panoramica di tutte le 19 bottiglie dei vini degustate.

Senza alcun dubbio è stata una piacevolissima e soprattutto istruttiva serata; il verdicchio sorso dopo sorso non stancava mai e non c’è stato un vino uguale a l’altro, questo grazie alla sapiente scelta dei delegati.

Un ringraziamento particolare a Paolo Grassini, Delegato AIS di Jesi e Castelli in collaborazione con l’Istituto Marchigiano di Tulela Vini, ad Annamaria Iaccarino, Delegata AIS di Latina e a tutto il personale di sala sempre impeccabile. Ringrazio anche Antonio Iaccarino, Segretario AIS di Latina e fotografo ufficiale AIS Lazio, per la gentile concessione delle foto pubblicate in questo articolo. Infine ringrazio lo staff di Park Hotel, sede AIS di Latina, che ha permesso, ospitandoci, la realizzazione e la perfetta riuscita della serata, peraltro offrendoci un buon piatto di pasta molto apprezzato, visto la moltitudine dei vini in degustazione.

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