Presentazione catalogo Proposta Vini 2018

Il 21 e 22 gennaio ho partecipato ad un interessante evento: la presentazione del nuovo catalogo “Proposta vini 2018” che si è tenuto presso l‘Hotel Montresor di Bussolengo. Per chi non la conoscesse, l’azienda Proposta Vini  è specializzata nella selezione e commercializzazione di vini, birre, sidro, spumanti, distillati e oli, un ricco catalogo dove poter acquistare solo grandi prodotti strettamente selezionati.

Il tutto si è svolto nella sala sottostante dell’Hotel dove erano presenti ben 135 aziende, tanti tavoli di assaggio dove poter bere ottimi vino e scambiare opinioni sui prodotti. Certamente mi è stato impossibile assaggiarli tutti, ma cercherò di raccontarvi brevemente quelli che ho degustato.

Ho iniziato la degustazione con una birra artigianale, la Nimbus, prodotta dal microbirrificio piemontese Birra Carrù Giratempoun’ottima birra bionda ad alta fermentazione che nasce utilizzando il mosto di uva moscato. Domenica 4 Febbraio 2018 al concorso “solo birra 2018”, svoltosi a Riva del Garda, è stata premiata come miglior Italian Grape Ale (birre prodotte con una percentuale di uva, mosto o mosto cotto). 

A seguire ho degustato un’interessante selezione di bollicine francesi ed italiane, iniziando dallo champagne della Maison George Vesselle. I loro prodotti presentano un gusto incentrato più sulle durezze date dalla vinificazione di sole uve pinot nero e, secondo me, si possono apprezzare al meglio con l’abbinamento cibo/vino. Ho proseguito con due champagne della Maison Encrydai sapori molto più decisi e morbidi grazie all’alta percentuale di chardonnay; sia nel Brut Rosé Grand Cru che nel Blanc de Blancs Grand Cru ho trovato le caratteristiche della freschezza, mineralità ed un perlage fine e persistente che lascia sul palato una patina burrosa e setosa, uno champagne estremamente piacevole da bere. Encry ogni volta conferma sempre le mie aspettative! 

Per quanto riguarda le bollicine italiane, invece, una bella conferma è stato il metodo classico, in versione bianco e rosè, prodotto dalla giovane azienda Erpacrife (acronimo delle iniziali dei quattro vignaioli Erik, Paolo, Cristian e Federico), ottenuto con sole uve autoctone delle Langhe e imbottigliato nella storica bottiglia del territorio (l’albesia); un vino fresco, sapido e veramente fine.  

Ho avuto il piacere di assaggiare nuovamente il metodo classico della cantina pugliese dAraprì, il pas d’osè e il gran cuveè , prodotti con uve bombino, una scelta coraggiosa che ha dato grandi risultati; sono vini freschi, cremosi e strutturati. 

Mi ha sorpreso, invece, sia la cantina Petrelli (anch’essa pugliese), la quale aveva in degustazione il Risata, una bollicina fresca e beverina, prodotta vinificando uve di verdeca in purezza secondo il metodo Martinotti, sia la cantina veneta Zanon Eros che in degustazione aveva una bollicina molto particolare, prodotta con uve boschera, non filtrata e rifermentata in bottiglia con lieviti indigeni. Non amo molto questo tipo di vinificazione, ma per gli appassionati del genere è sicuramente un buon prodotto da dover provare.  

Ottimi anche i conosciuti metodo classico di Stefano Calatroni, ossia i due brut a base di pinot nero vinificato sia in bianco che rosè e una novità: l’Inganno, un nuovo prodotto ottenuto solamente con uve 100% riesling. 

A questo punto ho ritenuto opportuno proseguire il percorso di degustazione con un Franciacorta della cantina Rizzini, la quale ha proposto due millesimati: il brut millesimato 2011, maturato 68 mesi sui lieviti e il millesimato 2008 che matura per ben 100 mesi sui lieviti; una piccola azienda con una qualità veramente eccellente. 

Questo catalogo mi piace anche per le sorprese che ci riserva, come le due cantine modenesi: Davinci, e Paltrinieri. La prima, situata a Montale Rangone (Mo), ha presentato le tre cuveè:  Blanc de Noirs extra brut 100% pinot nero, Blanc de Blancs 100% Chardonnay Nature e l’Isadorosé, un pinot nero extra brut rosè. Mentre la cantina Paltrinieri, situata a Sorbara (Mo) aveva in degustazione molti lambrusco, ma quello che mi ha colpito di più è il Grossoun lambrusco di Sorbara rosato e rifermentato in bottiglia, dal sapore fresco, sapido ed elegante.  

Prima di passare ai bianchi, ho terminato il giro delle bollicine assaggiando i vini Trento Doc della cantina Monfort, tra i quali ho apprezzato molto la loro riserva, e i vini della cantina Cave Mont Blanc della Valle d’Aosta come il loro Cuveè du Prince prodotto con  uve 100% Priè Blanc de Morgex.

Il primo vino bianco che ho assaggiato è stato lo chardonnay Giaiet della cantina piemontese Stella, un’azienda che si estende per 12 ettari, situata a Costigliole d’Asti (AT); è un vino fresco, sapido e fragrante, prodotto solamente con le uve di un appezzamento di terreno di mezzo ettaro. Molto interessante anche il vermentino dell’azienda vinicola sarda Quartomoro, l’Orriù un anno dopo; la sensazione che ho avuto a primo impatto è stata quella di avere nel calice un riesling in quanto aveva  un bel sentore di idrocarburo che con il passare del tempo svaniva leggermente. Un vino intrigante. 

Volendo continuare il percorso con dei grandi bianchi, ho fatto sosta da Marisa Cuomo ad assaggiare l’ormai conosciutissimo e pluripremiato Fiorduva, che come sempre si presenta come un vino elegante ed intenso, dove si sente tutta la freschezza e la sapidità della Costa d’Amalfi. 

Un’altra bella realtà è stata la cantina friulana Dragache tra i vari vini in degustazione aveva un ottimo orange wine: una ribolla gialla, “vinificato in rosso” con macerazione sulle bucce per 14 giorni  e maturato per 48 mesi in barrique di acacia, con ulteriore affinamento in bottiglia per almeno sei mesi; un vino complesso e corposo. 

Eccoci arrivati nella mia regione, il Lazio, dove ho degustato il Fieno di Ponza e la Biancolella prodotti da Antiche Cantine Migliaccio di Ponza. Sono vini che hanno tutta la freschezza, la sapidità e la mineralità del mare e del terreno tufaceo e sabbioso di origine vulcanico, accompagnati da una buona struttura.

A questo punto, ho continuato la degustazione con degli assaggi di vini rossi, iniziando con una mini verticale di Montevetrano dell’omonima azienda, ottenuto da uve 50% cabernet sauvignon, 30% merlot e 20% di aglianico, annate 2015, 2014, 2009; tutti e tre elegantissimi, ma quello che più mi è piaciuto è stato il 2015, un vino profondo da dover dimenticare in cantina.

Qualche tempo fa ho conosciuto l’Azienda Picchioni Andrea dopo aver bevuto un loro grande prodotto, il Profilo: un Oltrepò Pavese Brut Nature millesimato 1996, un vino veramente notevole. Tra i vini, che in questa occasione, il titolare dell’azienda aveva in degustazione, mi sono soffermato un po’ di più sul riserva, il Bricco riva bianca buttafoco, annata 2012, ottenuto solo in annate favorevoli da tre differenti uvaggi: croatina, barbera e ughetta di Solinga: ha tutta l’aria di essere un vino di grande struttura e molto piacevole! 

Era presente anche Salvo Foti con i vini siciliani dell’Etna della sua azienda vinicola I Vigneri che gentilmente mi ha versato il Vinupetra, prodotto con uve nerello mascalese, nerello cappuccio e alicante; un grande vino, elegante, persistente, armonico, e vino di classe.  

Nella postazione della cantina Diego Conterno, c’era il figlio Stefano il quale mi ha fatto assaggiare il suo barolo 2014 e la versione Cru, Ginestra, annate 2014 e 2013; quest’ultimo elegante, complesso e ampio. Parliamo di un grande classico italian: il vitigno “Rè” piemontese ( il nebbiolo) , il quale ha bisogno di tempo per poterlo apprezzare al meglio.

Siamo arrivati quasi alla fine di questo grande evento, ma, deciso di continuare ad assaggiare i vini rossi, ho fatto sosta da Clauser Emma/Molino dei Lessi che mi ha versato un cabernet, Due rubini annata 2008, prodotto con uve cabernet sauvignon e lagrain; poi ho assaggiato la riserva di cabernet sauvignon 2001. Entrambi sono vini estremamente equilibrati, con una bella trama tannica.

L’Azienda Agricola Zeni aveva in degustazione il suo teroldego rotaliano Lealbere doc. Questo vitigno è innestato su un vecchio portainnesto Schwarzmannn ed oltre ai suoi profumi intensi, in bocca ha un sapore rotondo, fresco e un tannino leggermente accennato.

Giunto ormai al termine del percorso degustativo, gli ultimi quattro assaggi della giornata sono stati: il lagrain in versione riserva della cantina Griesbauerhof dell’Alto Adige, morbido ed elegante imprezziosito da un tannino setoso; il merlot in versione riserva klausner 2012 di Armin Kobler equilibrato e armonico e molto piacevole. La cantina Masseria Felicia  mi ha fatto assaggiare il Falerno del Massiccio rosso etichetta di bronzo, ottenuto da uve di aglianico e piedirosso, un vino dal grande carattere, dal sapore deciso. Infine ho degustato un ottimo moscato d’Asti di piacevole freschezza, dolce, vivace, e beverino, prodotto dalla cantina Claudio Mo Cascina Carlotuna piccolissima realtà piemontese che punta alla totale qualità del prodotto.

Complimenti a Proposta Vini per l’organizzazione impeccabile dell’evento.

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