Il Radix 2020 prodotto dall’azienda Casale del Giglio situata nel Lazio precisamente in Strada Cisterna – Nettuno, Km 13, 04100 in località Le Ferriere (LT), non è un vino che entra in scena in punta di piedi: si fa notare. È uno di quei vini che, appena versati, sembrano dire “fermati un attimo, non giudicarmi frettolosamente ma ascolta”. Non è un bianco rassicurante, non è immediato, e soprattutto non vuole piacere a tutti. Ed è proprio questo il suo fascino.

Prodotto con sole uve bellone, dalla gradazione importante parliamo di ben 14 gradi. La vinificazione è particolare e molto curata. Macerazione con le bucce a temperatura ambiente in tonneaux (botti aperte da 400 lt) per ottenere estrazione aromatica e strutturale. Fermentazione spontanea con lieviti indigeni, senza malolattica. L’affinamento è lungo parliamo di circa 2 anni sulle fecce in tonneaux, seguito da riposo in anfora e poi in bottiglia per almeno sei mesi prima di essere commercializzato.
Nel calice il colore è un giallo dorato deciso: qui non c’è gioventù né frivolezza. È un bianco estratto, pensato per durare. Il bellone viene spinto al limite: bucce, tempo, ossigeno. Nessuna concessione alla facilità.
Il naso è serio, quasi severo: frutta gialla matura, camomilla, erbe mediterranee, legno presente ma controllato. Non profuma per sedurre, profuma per dichiarare la sua identità territoriale. Chi cerca agrumi e fiori bianchi, può fermarsi qui.
In bocca è strutturato, ampio, asciutto. La freschezza non disseta, ma regge l’equilibrio e da una bella profondità, invece la sapidità prepara il palato ad ascoltare il finale lungo, leggermente amaro e burroso. È un bianco che chiede attenzione, non distrazione.

Questo vino è un bianco che ha radici, tempo e carattere. Un vino che cresce nel bicchiere e nella testa, e che probabilmente darà il meglio di sé tra qualche anno. Ma già oggi racconta una storia rara: quella di un Lazio che non imita, ma cerca di affermarsi sempre più producendo grandi vini. Come ho già detto, non vuole piacere a tutti, ma chi lo capisce scopre un bianco di rara profondità. Stappatelo e servitelo a 12-14 °C in un bicchiere ampio, così che possa aprirsi e rivelare tutta la complessità. Dategli il tempo, è un bianco che non si consegna subito. Ideale da accompagnare a piatti strutturati di mare o a preparazioni mediterranee complesse, ma sorprende anche con carni bianche o formaggi di medio affinamento. Non cercate un vino facile: qui il piacere richiede attenzione e curiosità.
