Questo Barbaresco DOCG anno 2020 “Basarin” nasce nel cuore delle Langhe, dall’azienda agricola Adriano Marco e Vittorio, prodotto da uve 100% nebbiolo in un piccolo vigneto denominato Basarin (cru) di 5,2 ettari nel comune di Neive, una delle zone più vocate per la coltura del nebbiolo. Parliamo di un vino che non cerca di impressionare immediatamente, ma che conquista con il tempo, sorso dopo sorso. Fin dal primo approccio trasmette un senso di equilibrio e misura, qualità che spesso distinguono i grandi nebbiolo da quelli semplicemente ben fatti. Ho avuto la fortuna di berlo al ristorante La Quercia di Bassiano (LT) a cui devo fare i complimenti per l’organizzatissima cantina climatizzata e molto fornita, in un contesto di cucina curata e attenta alla materia prima a base di tartufo e carne di ottima qualità, il vino ha potuto esprimersi al meglio, trovando un dialogo naturale con il cibo.

Dopo la vendemmia manuale, che si svolge generalmente nella seconda decade di ottobre, la fermentazione avviene in modo spontaneo in vasche di acciaio inox, seguita da una macerazione di circa venti giorni. Il vino matura quindi per circa dodici mesi in botti grandi di rovere da 30 a 50 ettolitri, per poi completare l’affinamento con ulteriori nove mesi in bottiglia.
Nel calice si presenta con un rosso granato brillante, trasparente e luminoso, di grande eleganza visiva. Non è un colore impenetrabile, ma raffinato, che lascia intuire una struttura importante ma mai pesante.
Il naso è ampio, si evolve lentamente con l’ossigenazione. All’inizio emergono ciliegia, lampone e fragole, seguite note floreali di rosa e violetta. Con il passare dei minuti i sentori si evolvono in spezie dolci, tabacco, cuoio, accenni di sottobosco e una delicata balsamicità che dona freschezza e complessità. Un profilo olfattivo pulito e preciso, che invita a soffermarsi e ad ascoltare il vino senza fretta.
In bocca il sorso è, pieno e armonico. I tannini sono presenti e ben definiti, ancora giovani ma già setosi, segno di un’ottima interpretazione del nebbiolo. L’acidità è vivace e ben dosata e sostiene il sorso, senza mai risultare aggressiva, accompagnato da una bella sapidità e mineralità che dona profondità.

Il finale è lungo, elegante e progressivo. A tavola, grazie alla cucina del ristorante, il vino ha mostrato una spiccata vocazione gastronomica, accompagnando i piatti con naturalezza, senza sovrastarne i sapori ma anzi valorizzandoli.
Rappresenta uno stile classico, autentico e territoriale, fatto di equilibrio, precisione ed eleganza. È già molto piacevole oggi, ma possiede anche la struttura per evolvere positivamente nel tempo, regalando ulteriori sfumature negli anni a venire.
Un vino sincero e ben interpretato, che racconta il suo territorio con discrezione e carattere, lasciando il ricordo di un’esperienza completa, in cui vino, cucina e atmosfera si fondono armoniosamente.
